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Prestito d’onore per giovani studenti

Come si può intuire, i prestiti ad honorem per gli studenti sono pensati per sostenere i costi a carico degli alunni relativi a un determinato percorsi di studi. Solitamente questi finanziamenti hanno una durata triennale (che difficilmente superano) e vengono elargiti in più volte – solitamente almeno a cadenza semestrale. Con i soldi ricevuti in prestito possiamo sostenere le tasse e le rette universitarie, i costi di iscrizione a master e corsi specialistici, e possiamo anche spenderli per acquistare materiale didattico. Inoltre si possono impiegare i fondi per il sostentamento dello studente durante il suo periodo di formazione (vitto, alloggio, e altre spese necessarie) soprattutto se lo studente è un fuori sede. Si possono ottenere prestiti da sfruttare in Italia o all’estero, magari mediante programmi di scambi culturali.

Per reperire ulteriori informazioni in merito possiamo consultare il sito internet dedicato ai prestiti per giovani Iprestitipergiovani.it. In alternativa recarci in uno degli sportelli appositi che troviamo nelle università non è una cattiva idea. Qui possiamo valutare bene quali sono le nostre chance, e come muoverci per ricevere il finanziamento. Molto spesso infatti questo tipo di prestiti viene elargito anche in convenzioni con gli atenei stessi. Chiedere non costa nulla!

Una parte della somma percepita – solitamente massimo il 10 % – è considerata a fondo perduto e quindi non dovremo restituirla. Ciò che resta viene “congelato” per tutta la durata del prestito, per dare modo allo studente di trovarsi un impiego utile a risanare il debito contratto. Questo lasso di tempo, definito periodo di garanzia, non supera mai i 3 anni.

Esiste anche una meritocrazia per i prestiti d’onore per studenti. Per ricevere il finanziamento, e riconfermarlo di volta in volta, lo studente deve dimostrare di impegnarsi nella sua disciplina. Per farlo si farà fede al numero di esami dati, ma anche al voto degli stessi (CFU). Inoltre la finanziaria andrà ad analizzare la situazione economica del richiedente, ma anche della sua famiglia. Hanno la precedenza in questo caso i soggetti in condizioni finanziarie critiche o precario, che percepiscono un reddito minimo. In questo caso faremo fede all’Isee per determinare che tipo di agevolazioni applicare.

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